Occhio al Golf!


Nel prossimo decennio.
dicembre 30, 2010, 8:04 pm
Filed under: 3 Italia, C.S.O., Telemedicina

Spero che la telemedicina venga implementata. Spero che 3 mi ascolti. Spero che C.S.O. mi supporti…ed allora vedremo gli occhi nell’iPhone!



Occhio al relax!
dicembre 28, 2010, 4:14 pm
Filed under: Occhio, relax

Tre programmi gratuiti per portare relax ai nostri occhi quando utilizzano molto il computer.

Workrave: interessante programmino open source, in italiano, che permette di impostare ben tre tipologie di avvisi: quelli per le micro-pause (da effettuare di tanto in tanto per una manciata di secondi), i riposi (equivalenti alle classiche “pause caffè” lunghe una decina di minuti, circa ogni ora) ed il limite giornaliero (le ore dopo le quali il PC andrebbe proprio spento). Consente di impostare dei suoni da accompagnare agli avvisi e, se lo si desidera, visualizza una finestrella con i countdown dei vari avvisi.

Eye Relax: meno articolato e più “autoritario” dell’altro, questo software consente di impostare gli avvisi relativi a break da fare a medio e lungo termine. Interessante la possibilità di bloccare le modifiche alle impostazioni del programma con una password (utile se si vuole vietare ai figli di stare per più di tanto tempo davanti al monitor), fastidiosi al punto giusto i suoni che accompagnano gli avvisi!

RelaxMyEyes: edizione free ridotta all’osso di un omonimo prodotto a pagamento. Funziona sfruttando la tecnologia “Air” di Adobe e consente di impostare messaggi personalizzati, nel contenuto e nel posizionamento, da visualizzare ad un intervallo di tempo prestabilito. Perfetto per chi ama le cose essenziali.


Considerazioni di fine decennio (da www.sanitasana.wordpress.com).

Sono passati sette anni e quattro mesi da quando ho iniziato a studiare e cercare di applicare e diffondere un nuovo metodo per il controllo sanitario.

Ricordo le pubblicazioni su Viscochirurgia; il mio libro “Ci sarà un futuro? Una sanità migliore in un mondo migliore”; l’articolo sul Giornale di Tony Damascelli; le interviste a Canale Italia, a Telereporter, a Rai 3 per Report, a Current TV. Ho mandato mail, sms, post su questo blog che ho fatto nascere appositamente nel luglio 2009. Ho diffuso un concetto nuovo di sanità sana tramite Facebook, Twitter. Ho riassunto tutto quello che ho fatto negli ultimi due anni su un nuovo libro che uscirà a breve e che, in onore della trasmissione più importante che mi ha capito ed ospitato, si chiamerà “Com’è andata a finire?”.

Cosa ho avuto in risposta concreta?

Dalle Istituzioni da me contattate, tra le quali Regione Lombardia, Ordine dei medici, Società Oftalmologica Italiana e molte altre, poco o assolutamente niente.

Dai politici, tra i quali Guido Podestà, Matteo Salvini, Davide Boni, Laura Molteni, Ivan Rota e molti altri di qualunque colore politico, poco o assolutamente niente.

Dal mondo della cultura (?!), tra i quali giornalisti, magistrati, gente dello spettacolo e molti altri, poco o assolutamente niente.

Dai colleghi e dagli amici, poco o assolutamente niente.

Ecco ora, a fine di questo nuovo anno, mi domando in fondo cosa posso chiedere dagli altri se, anche dalla mia famiglia, a cominciare da mia moglie (anche se separata) e da mia figlia, non ho mai ricevuto in questi lunghi anni nemmeno una parola di incitamento, di appoggio e, forse, di gratitudine, per quello che cercavo di imporre per il bene di tutti. Per lottare bisogna essere in tanti, ed io mi sento profondamente solo. Mi pare che gli altri mi considerino un pazzo che voglia scardinare un sistema ormai che viaggia “senza controllo”. Ecco, in questi sette anni, non ho mai incontrato nessuno che mi abbia detto che lottava con me e mi dava aiuto serio per la diffusione. Paura? Disinteresse? Egoismo? Ma la sanità non dovrebbe essere un bene comune?

Un nuovo anno è alle porte ed io, ormai da qualche mese, penso con decisione di fermare tutto. Non ho più stimoli. Mi sembra di parlare solo. Vorrei chiudere i miei blog, il mondo di internet. Mi sembra, in fondo, che non interessi nessuno se non a poche persone che, forse, mi vogliono bene.

Ecco il mondo di Internet. Pensate a come, questo mondo, abbia reso importante ad esempio Beppe Grillo, anche a lui ho fatto avere tutto, tramite il suo agente che ho conosciuto personalmente, e non mi ha nemmeno risposto. Ma siamo sicuri che a lui interessi veramente il mondo e le persone o solo il suo conto in banca e quindi non rischia a parlare di un sistema difficile come quello sanitario?

Ecco che ora, nel farvi gli auguri per il prossimo anno e decennio, vi chiedo seriamente e con coraggio di diffondere, da oggi, il mio concetto di sanitasana. Voi e solo voi potete diffondere ad altri, la catena si allungherà e, prima o poi toccherà qualcuno veramente interessato al bene comune. La trasmissione di Report, a cui ho partecipato, è stata vista da più di 11.000.000 di persone, ma questo mondo è più vasto. Basta volere. Non ho bisogno di manifestazioni di solidarietà, ma di diffusione delle mie idee. La sanità ne ha bisogno.

Basta che ognuno di voi scriva e dica a tutti quelli che conosce che nessuno mi fermerà.

Al contrario, se non avrò appoggio concreto e serio nemmeno qui, comincerò a pensare di essere veramente pazzo ed il Sistema vincerà.

“Se sei affamato di vita devi creare qualcosa che resti”



Tecnologia e occhio.
dicembre 25, 2010, 10:20 am
Filed under: Uncategorized

Un augurio speciale di Buon Natale grazie al mio amico Michele! Siate felici e per quelli meno fortunati un caro abbraccio.

Un dispositivo di nuova concezione potrà aiutare gli ipovedenti con la scrittura. Si tratta di un guanto Bluetooth compatibile anche con iPhone.


Si tratta di un guanto che permette, tramite uno scanner ottico, di trasformare tutto ciò che è scritto in caratteri braille. All’interno del guanto è anche prevista la geolocalizzazione per trasmettere la propria posizione.

Il guanto, progettato da Hedberg e Bennet, potrà però risultare utile anche in altri ambiti e non solo nella qualità di vita dei non vedenti.
I due ideatori hanno realizzato un video visibile a questo link.



Un augurio speciale dal mio palco alla Scala.
dicembre 19, 2010, 9:59 pm
Filed under: Il lago dei cigni



Un augurio speciale.
dicembre 18, 2010, 10:07 am
Filed under: Natale 2010

Il mio caro amico Carlo mi ha inviato questo bellissimo augurio, “fotografando” perfettamente le parole ed i pensieri di qualunque religione.

natale2010pp



Giornata nazionale ciechi.
dicembre 14, 2010, 4:16 pm
Filed under: Uncategorized

Studiare come gli altri compagni grazie ai libri in braille o in formato elettronico; visitare un museo o godersi uno spettacolo teatrale; poter avere un lavoro che renda autonomi. Diritti niente affatto scontati per chi non vede. Quest’anno è dedicata alla cultura e al lavoro la cinquantaduesima Giornata nazionale dei ciechi, che ricorre come ogni anno il 13 dicembre, giorno in cui si festeggia Santa Lucia protettrice della vista. «La cultura serve a formare un cittadino istruito e consapevole, il lavoro rende uguali agli altri: sono entrambi fondamentali per l’integrazione dei non vedenti nella società», afferma Tommaso Daniele, presidente dell’Unione italiana ciechi. Oggi per chi non vede o è ipovedente non è più impossibile studiare, andare in un museo, seguire un film. «Contro lo stereotipo del “cieco ignorante” abbiamo combattuto per decenni», dice Daniele. Ma audiolibri, opere d’arte tattili nei musei, audiodescrizioni al cinema e in tv sono ancora un’eccezione: non sempre sono accessibili, e non dappertutto. La stragrande maggioranza dei libri non conosce nessuna versione in braille, con caratteri ingranditi o con la registrazione audio. Solo il 5% dei libri pubblicati nei Paesi industrializzati è accessibile a chi non può leggere le pubblicazioni su carta stampata. Così sono ancora poche nei musei le guide in braille con testo e immagini, o gli audio illustrativi, gli oggetti (o le loro copie) utili per la fruizione tattile. E poco diffuso è un servizio semplice come l’audiodescrizione, che alla messa in onda di un film associa una descrizione audio di quanto accade sullo schermo durante le scene prive di dialoghi. Pochissimi i cinema che garantiscono il servizio eppure basterebbero delle apposite cuffie. «Ancor più grave – aggiunge Daniele – è che un servizio pubblico come la Rai preveda solo due-tre audio descrizioni a settimana per i programmi televisivi che trasmette». «Alcuni limiti oggettivi potrebbero essere superati, ma spesso dobbiamo scontrarci con la mancanza di attenzione, il disinteresse, la carenza di fondi». Un esempio? La scuola. «I tagli dei finanziamenti al ministero dell’Istruzione riducono l’area del sostegno e le attività integrative speciali per i bambini ciechi, come la possibilità di giocare, manipolare la creta o utilizzare materiale apposito per studiare l’aritmetica e la geometria. Si compromette così la formazione integrale dell’alunno».  Oggi vecchie professioni sono sempre meno richieste. «Ad essere occupati come centralinisti e massofisioterapisti erano in passato circa 15mila lavoratori non vedenti – ricorda il presidente della Uic -. Oggi la figura del centralinista telefonico, occupazione per eccellenza dei ciechi, viene superata in molte aziende dalla tecnologia Voip. Mentre per i massofisioterapisti, che finora esercitavano dopo aver conseguito un diploma triennale nelle scuole speciali, oggi il titolo non è più spendibile nel settore sanitario poiché è richiesto dalle nuove norme il conseguimento della laurea breve triennale. Manca il riconoscimento di una figura equipollente che consenta l’utilizzo della quota di riserva in sede di collocamento obbligatorio (legge 68/99)».  In molti casi manca la formazione per indirizzare i giovani verso le nuove figure professionali più richieste dal mercato del lavoro. «Nel 2000 – sottolinea Daniele – il decreto Salvi ha riconosciuto nuove figure professionali come l’addetto all’ufficio relazioni con il pubblico, ai servizi di telemarketing e alla gestione di banche dati. Ma le regioni non hanno attivato corsi di formazione per queste nuove figure professionali». Altre mansioni necessitano prima del riconoscimento e poi dell’avvio dei progetti di formazione. Passi semplici, almeno in teoria. «La Uic ha svolto con l’università di Reggio Calabria un corso per perito fonico, figura di cui si avvalgono i magistrati per le intercettazioni telefoniche – ricorda Daniele -: circa sei mesi fa abbiamo chiesto il riconoscimento di questa professione al Ministero del Lavoro, che ha la competenza di individuare nuove figure professionali. Ancora non abbiamo ricevuto risposta».