Occhio al Golf!


Il mondo visto da una angolazione differente!
Giugno 4, 2008, 8:14 pm
Archiviato in: Golf, Occhio, figlia, vista

Solitamente scrivo idiozie per mestiere oppure, se si tratta di cose serie e private, per la mia fidanzata. Fatto sta che non ho mai affidato alcuna riflessione personale a una pagina web; tanto meno al blog del mio oculista, patito di golf e di sua figlia Arianna.

 

Un blog è una contraddizione in termini: un diario privato, reso accessibile a chiunque. È una sorta di messaggio imbottigliato e gettato in un mare virtuale. Roba da Robinson Crusoe. Con questo – sia ben chiaro – non voglio mica dire che ai miei occhi il mio oculista sia un naufrago, ma solo che ho fatto forse più fatica a scrivere questo messaggio che a farmi operare.

 

Ai miei occhi il mio oculista è un taumaturgo. Lui, asciutto come Robinson Crusoe, non tollera i salamelecchi e probabilmente prova un certo fastidio nel farsi dare del taumaturgo nella sua bottiglia. Ma in che altro modo potrei vedere io uno che alla prima visita ha scritto su un foglietto “O.D. –7,5, O.S. –8” e che in dieci minuti per occhio (questa più o meno è la durata di una PRK) mi ha rimesso tutto a fuoco.

 

Non voglio però infastidirlo ulteriormente. Quindi mi atterrò ai fatti.

 

Ho conosciuto il mio oculista a ottobre dello scorso anno. La lente sinistra dei miei occhiali, spessi come culi di bottiglia, era crepata. Mi erano caduti qualche giorno prima mentre giocavo in casa con la mia ragazza. Dev’essere stato anche per questo motivo che mi sono deciso seriamente a fare l’operazione che mia sorella aveva già fatto da anni e che io meditavo di fare da molto tempo senza però aver mai trovato il coraggio di buttarmi sotto a un laser per il solo scopo di liberarmi di occhiali e lenti a contatto.

 

Dopo essermi fatto spiegare per bene tutte le implicazioni e i rischi connessi all’intervento, mi sono preso ancora qualche mese di riflessione. Il mio oculista è uno che la mette giù dura.

 

All’inizio di febbraio l’ho ricontattato per comunicargli che mi ero convinto e avevo deciso di procedere. Da quel momento è iniziata la trafila che chiunque si sia sottoposto, o abbia un amico che sia sottoposto, a un intervento di PRK conosce benissimo: un mese e mezzo circa senza poter mettere le lenti a contatto (che io ero solito portare 15 ore al giorno), una visita di controllo a una settimana dall’operazione, la fissazione della data, gli ultimi test fatti il giorno stesso dell’intervento (in esito ai quali il mio oculista si riserva di fermare tutto e rimandarti a casa con gli occhiali) e poi il laser.

 

Il 4 aprile sono stato operato all’occhio sinistro, quello tra i due che era messo peggio. Due settimane dopo, il 18 aprile, sono stato operato all’occhio destro.

 

Mi guardo bene dal raccontare gli aspetti tecnici dell’intervento. Chiedeteli al mio oculista oppure leggeteli sul suo blog (l’articolo intitolato “Il laser ad eccimeri: un mondo a fuoco” è perfetto). Io posso solo ripetere che dura circa dieci minuti, che non ho sofferto minimamente e che ho visto il mio oculista vestito da marziano. Quest’ultimo non è un dettaglio insignificante. Prima di allora lo avevo sempre visto in maniche di camicia come un uomo affabile. Vederlo vestito di verde, con una cuffia in testa e i guanti da chirurgo mi ha fatto un po’ di paura. A quel punto però non ci si può mica tirare indietro; mi sono sdraiato e, da bravo paziente, ho lasciato che il mio oculista facesse il resto.

 

Non ho provato dolore nemmeno nei giorni immediatamente successivi l’operazione. Dopo l’esperienza di mia sorella, che era stata due giorni a letto sentendo “la sabbia e gli spilli negli occhi”, e gli avvertimenti del mio oculista, che mi aveva ricordato almeno cento volte che si trattava pur sempre di un intervento chirurgico, mi aspettavo il peggio. Il mio oculista è uno che la mette giù dura. E invece niente. Sono stato operato in entrambi i casi di venerdì e il lunedì ero già tornato al lavoro. Addirittura, il giorno successivo l’intervento all’occhio destro, sono uscito a cena con gli amici. Credo però che questo sia abbastanza eccezionale. O sono stato molto fortunato io oppure è stato molto bravo il mio oculista. Ma è meglio non dirlo troppo sennò si arrabbia.

 

Ormai sono passati due mesi dall’intervento all’occhio sinistro e un mese e mezzo da quello all’occhio destro. Ciononostante riesco già a leggere sulla lavagnetta del mio oculista le lettere che sono scritte nella riga dei dieci decimi. Ho buttato gli occhiali e le lenti a contatto e ho sostituito le bottiglie di soluzione salina che mi portavo dietro ogni volta che viaggiavo con una boccetta di collirio.

 

Grazie a Robinson Crusoe.

 

Pietro

 

Riporto questa mail perchè parlare del mio lavoro mi entusiasma. Se ne parlano gli altri ancora di più.

Riporto questa mail perchè il mio lavoro è bello e difficile.

Riporto questa mail perchè lotto ogni giorno per il bene dei pazienti.

Riporto questa mail per cercare di andare a letto ogni sera con “il cuore in pace”.

Riporto quesa mail per un mondo migliore e più……”a fuoco”.

Riporto questa mail perchè parla di mia figlia Arianna.

 

Grazie Pietro.