Occhio al Golf!


Golf che fatica!
Maggio 22, 2008, 5:11 pm
Archiviato in: Golf, caddy
Arriva lo Shadow Caddy, un robot che trasporta le mazze seguendo il giocatore in modo automatico grazie al GPS, ai sensori e a un motore elettrico. Un’idea che viene dall’Australia.



Provato per voi.
Maggio 20, 2008, 5:56 pm
Archiviato in: Golf, giochi

La serie golfistica Sony al debutto sulla next generation

La serie Everybody’s Golf (che fuori dell’Europa prende il nome di Hot Shots) ha una tradizione lunga ed un bacino di utenza consolidato. I videogiochi di golf rappresentano un po’ un mercato di nicchia, ma anche una categoria di prodotti piacevoli, meno frenetici e più riflessivi dei titoli consueti. Se oramai Electronic Arts detiene il monopolio delle simulazioni sportive “serie”, esistono altri esperimenti golfistici di successo con impronta nipponica, tipo Pangya, Mario Golf ed appunto Everybody’s Golf. Immediatezza, grafica accattivante, ma anche una discreta profondità ludica sono gli elementi portanti della serie, che in questo caso punta un po’ più in alto del solito.
La prima cosa che salterà all’occhio è il nuovo sistema dello swing, ed una migliorata rappresentazione del territorio. Si è scarificato qualcosa dal fronte dell’immediatezza, ma il risultato è piacevole. In pratica la forza del tiro è governata dall’ampiezza dello swing (ovvero della roteazione della mazza da parte dell’atleta). Con il movimento completo si avrà il 100% della forza, sottolineato da un lampeggio (blink) rosso. Con il movimento al 50% il lampeggio sarà giallo. Un diagramma visualizza il profilo del terreno con le proporzioni percentuali ogni 25% di forza, in modo da poter fare i debiti conteggi. Il tiro richiederà quindi i soliti tre click, ma anzi di una barra bisognerà osservare il movimento e i vari blink, calcolando sul diagramma la percentuale di forza voluta. Al momento di colpire sarà richiesta una ulteriore pressione che richiederà una certa sincronia (pena un tiro impreciso) e sarà possibile imprimere degli effetti alla palla.
Se questa descrizione non vi sembra poi così semplice e immediata, sappiate che la vostra considerazione è corretta. Everybody’s Golf World Tour, percorrendo (e con successo) anche la via del gioco online, ha abbandonato parte della sua semplicità in favore di un sistema di controllo che richiedesse più precisione e che premiasse maggiormente l’abilità del giocatore. Per fare un esempio, negli ultimi Tiger Woods si sta verificando un cambio di rotta, visto che le facilitazioni (ad esempio la traiettoria prevista sul green) stavano davvero diventando troppe, così come gli automatismi. Se il titolo Sony è abbastanza permissivo su alcune tolleranze, come ad esempio sui margini di errore per mandare la palla in buca col putter, richiede la comprensione ed il padroneggiamento del sistema di controllo, specie sui lanci lunghi. Il tutto è gestibile con un po’ di esperienza e di pratica, anche se inizialmente spiazza. Anche la telecamera, totalmente libera e piacevole da utilizzare per il bel comparto grafico a corredo, è inutilmente complicata da gestire. Se lo stile nipponico, quasi nintendiano, farebbe pensare alla filosofia “quattro tasti per fare mille azioni” qui sembra vigere l’esatto contrario, con un controller pieno di tasti quando in effetti ne servono due o tre soltanto. Ripeto, nulla di ingestibile, ma si poteva fare di meglio e magari inserire qualche comando per utilizzare il sixaxis, dato che il titolo è una esclusiva PS3.
Tecnicamente nulla da eccepire: il gioco fa la sua figura, con una grafica molto nitida e piacevole, texture eccellenti, ottima profondità visiva ed una certa eleganza. Considerato il comparto audiovisivo, non si è fatto nemmeno tanto per “promuovere la mercanzia”, dato che Everybody’s Golf è di tante misure superiore a Tiger Woods come dettaglio, ma questo è più prodigo di inquadrature, presentazioni ed aspetti che esaltino la naturale spettacolarità di questo sport. Davvero belli anche i modelli di personaggi, e numerose le piste ed il quantitativo di buche complessive, per un gioco dalla buona longevità che non deluderà i fan della saga.


Tecnologia e Golf.
Maggio 14, 2008, 10:39 am
Archiviato in: Golf, amici

Cattura il tuo swing. Migliora il tuo gioco.

Pro Session Golf è uno strumento video per l’analisi dello swing da utilizzare direttamente col tuo telefono cellulare. E’ stato creato, testato e usato dai migliori professionisti di golf e allenatori. Puoi riprendere e analizzare il tuo swing fotogramma per fotogramma e attraverso diversi strumenti di disegno delle linee. Puoi confrontare il tuo video con quello dei giocatori migliori, e migliorare il tuo gioco con le lezioni on line e avere suggerimenti da insegnanti di prima classe. Condividi il tuo gioco con il tuo insegnante personale e con i tuoi amici in qualunque momento e in ogni luogo.

Vi consiglio di acquistarlo (65,00 Euro), installarlo e…….buon divertimento!

http://shop.psiloc.com/en/Application,262278,Pro+Session+Golf



“Il mondo del Golf”,il putt e la vista.
Maggio 14, 2008, 10:35 am
Archiviato in: Golf, Occhio, putt, vista
Paul Gagne è un uomo brillante, che parla velocemente e con accento franco-canadese. Il profano che gli chiede delucidazioni sul suo lavoro alla Golf Academy di David Leadbetter quale esperto di posturologia e cinesiologia applicata si trova lì per una dimostrazione. Gagne comincia descrivendo le difficoltà dei golfisti afflitti da “piedi disarmonici” e passa subito alla natura della funzione cerebrale parasimpatetica e alle relative reazioni sul sistema cognitivo e limbico. Quasi senza prendere fiato spiega perché i bambini che imparano a camminare prima dei quattordici mesi possono sviluppare gambe forti ma rischiano di avere la colonna vertebrale debole. Ci vuole un po’ perché parli di Michael Campbell, campione dello U.S. Open 2005. Ma vale la pena attendere. Campbell ha vinto quel torneo a Pinehurst grazie a un’incredibile serie di putt sulle seconde nove dell’ultimo giro. Quella domenica è andato alla toilette ben cinque volte anche per compiere un particolare esercizio con gli occhi, prescritto da Gagne per migliorarne la coordinazione. E, dopo esserne uscito, ha messo a segno putt fondamentali alla 12 e alla 17 (quest’ultimo, da quasi otto metri, è quello che gli è valso la vittoria) per un totale di soli ventisette. “Dopo gli esercizi mi sentivo concentrato e rilassato”, ha detto Campbell. “Nonostante la difficoltà dei green, riuscivo a focalizzarmi bene sulla linea del putt. Gli esercizi mi toglievano di dosso stress e tensione e mi facevano pensare solo all’immediato”. Le brevi soste di Campbell sono la nota più curiosa del torneo e, come lui, altri allievi di Leadbetter (compresa Michelle Wie) sono entusiasti degli effetti che gli esercizi agli occhi di Gagne hanno avuto sul loro putting. Considerando che possono arrecare benefici immediati a qualsiasi giocatore, si spera che possano segnare un importante passo avanti nelle performance sul putting. Gagne, che lavora principalmente a Montréal, spiega la necessità degli esercizi per la vista con grande fervore, come se li avesse appena scoperti. In effetti, per molti anni la vista ha fatto parte della posturologia, che è il suo campo. Un posturologo, dice, individua e cura le anomalie della postura. “A lungo si è pensato che la postura dipendesse da quello che sentiamo attraverso i piedi e vediamo con gli occhi. Grazie all’aiuto degli optometristi siamo in grado di capire quando i problemi agli occhi sono dovuti alla postura sbagliata”. Gagne e colleghi hanno sottoposto Campbell a un primo esame per capire se i suoi occhi convergessero correttamente mentre si addressava per puttare. Esame che, nonostante un’eccellente acuità visiva, non ha passato. Metteva perfettamente a fuoco la buca ma soffriva di scarsa convergenza degli occhi, che quindi non lavoravano all’unisono quando guardava in basso e prendeva la linea del putt. Secondo Gagne questa sindrome affligge nove persone su dieci e si manifesta principalmente nel putting e nell’approccio perché gli occhi guardano dritti verso il basso e la palla. “Quando prendi la linea del putt da dietro la palla, gli occhi si allineano all’orizzonte e va tutto bene. Il problema è quando all’address guardi in basso e gli occhi cercano di adattarsi, formando una linea verso la buca; nella maggior parte dei casi uno funziona bene mentre l’altro no”. Come può la scarsa convergenza degli occhi portare a postura e allineamento sbagliati? “Naturalmente si tende ad aiutare l’occhio più debole e ciò avviene muovendo la testa per portarlo nella posizione corretta. L’occhio debole di Michael è il destro e di conseguenza lui ruotava la testa leggermente a sinistra, mentre spalla e fianco destri si avvicinavano alla palla aprendo il set up”. (Se l’occhio più debole è il sinistro, si tende a chiudere il set up). Come aveva predetto Gagne, Campbell sbagliava la maggior parte dei putt verso sinistra.
Il problema peggiora con l’andare della giornata, perché gli occhi si stancano, e per i giocatori del tour si aggrava la domenica, dopo una settimana di affaticamento degli occhi. Sebbene raccomandi una visita accurata dall’optometrista per capire la misura della scarsa convergenza degli occhi, Gagne afferma che c’è una prova che i golfisti possono fare a casa per sapere se hanno questo difetto.
Mettete un amico davanti a voi con una penna in mano a circa venticinque centimetri dalla vostra faccia, proprio in mezzo ai vostri occhi. È importante, sostiene Gagne, che sia a una distanza da cui non la vediate doppia, perché potrebbe affaticarvi gli occhi. Egli dovrà poi avvicinare pian piano la penna al vostro naso, facendo attenzione a come seguite la punta con gli occhi. La prova va ripetuta tre volte. Secondo la teoria di Gagne, se vi comportate come la maggior parte delle persone, man mano che la penna si avvicina a voi la testa si abbasserà eseguendo un movimento istintivo che rende più facile vederne la punta. Comunque sia, è la dimostrazione che modifichiamo la postura per meglio adattare gli occhi. Gagne si raccomanda di tenere la testa immobile durante la prova. Quando la punta si avvicina alla faccia, se un occhio tende a ruotare leggermente verso l’interno per seguirla e l’altro rimane fermo o addirittura ruota all’infuori, è segno che non convergono correttamente e probabilmente le spalle saranno mal allineate quando puttate. Gagne suggerisce di riprovare il processo e di spostare lo sguardo a un certo punto dalla penna verso gli occhi della persona di fronte, per capire meglio se un occhio segue l’altro. Riguardo l’esercizio che Campbell eseguiva nelle toilette, Gagne afferma che migliora la convergenza degli occhi con effetto immediato. Tenete la penna (nel caso di Campbell una matitina da golf) a venticinque-trenta centimetri dagli occhi, all’altezza del setto nasale (dove poggiano gli occhiali). Con la penna tracciate un 8 rovesciato come per disegnare dei grandi occhiali, più ampi del vostro viso. Fatelo abbastanza rapidamente per venti-trenta volte, in modo da completare l’esercizio in due-tre minuti, senza mai perdere di vista la punta della penna. La cosa basilare è tenere la testa sempre ferma. Compiendo questo esercizio a più riprese ogni giorno il problema della convergenza migliorerà notevolmente. Dopo aver svolto l’esercizio nelle toilette, non solo Campbell imbucava tutto, ma esibiva anche una calma come fosse in stato d’ipnosi. “Gli esercizi mi tenevano lontano dal rumore e dall’atmosfera tesa che c’era in campo, dov’era fondamentale restare calmi”. Un effetto collaterale positivo dell’esercizio, afferma Gagne, è che migliora la condizione psicologica. “Quando siete sotto pressione, come Michael allo U.S. Open, subite una reazione della parte limbica del cervello. Il meccanismo del combatti-o-fuggi che ne consegue prende il sopravvento e dimenticate come agire. L’esercizio migliora la funzione cognitiva del cervello e vi calma”. Un esercizio indolore che non implica il sollevamento di pesi, con la promessa di un maggior numero di putt imbucati e un miglior controllo sulle proprie emozioni; è il genere di routine d’allenamento che ogni golfista ha sempre cercato.
L’APPLICAZIONE / ESEGUITE CON GLI OCCHI L’ESERCIZIO DELL’8 DUE O TRE VOLTE PER GIRO.IMBUCHERETE PIÙ PUTT E CONTROLLERETE MEGLIO LA TENSIONE


Maggio, tempo di Open!
Maggio 7, 2008, 8:54 am
Archiviato in: Golf, open

Open d’Italia 2008: ingresso libero

castello tolcinasco

L’appuntamento più atteso dai golfisti italiani è sicuramente l’Open d’Italia, la gara più importante che si gioca sul nostro territorio, tappa da anni dell’European Tour con i migliori giocatori continentali e non che si sfidano nei nostri campi più rappresentativi. Anche quest’anno si giocherà a Tolcinasco, con una gustosissima novità: ingresso gratis per tutti i giorni di gara!

Buca 2 secondo giro

Il grande Costantino Rocca alla partenza della buca 2 del secondo giro. Io c’ero!