Il campione americano Tripp Isenhower ha abbattuto, centrandolo volontariamente con una pallinata, un raro esemplare di rapace che lo infastidiva. Una bravata che potrebbe costargli 14 mesi di carcere.La concentrazione è un aspetto basilare in qualsiasi sport. Nel golf, poi, non si va da nessuna parte se qualcuno si mette a disturbare; anche se l’ambito è, per così dire, poco istituzionale.

Certo, le reazioni spropositate devono essere censurate alla stessa maniera; forse, anche di più. Tripp Isenhower, golfista del circuito americano, è arrivato ad uccidere un uccello che lo infastidiva con una pallinata. E ora è nei guai.
Isenhower lo scorso 12 dicembre stava registrando al Grand Cypress Golf Club di Orlando una puntata del programma “Shoot like a pro’ ” (praticamente una lezione di golf). A un certo punto, quello che all’apparenza sembrava un falchetto, ha iniziato a emettere versi con troppa veemenza.
Dai e dai, il rumore per Tripp è diventato insopportabile. Dapprima ha spedito una pallina verso l’uccello, da una distanza di circa 300 metri, ma il rapace anziché spaventarsi si è avvicinato allo sportivo. Allora Isenhower ha scagliato una serie di colpi verso il volatile e al decimo tentativo l’ha colpito in pieno. L’uccello è caduto al suolo sanguinante, per poi morire di lì a poco. Un membro dello staff del programma ha seppellito l’animale, poi riesumato (!) per le esigenze dell’indagine.
Sfortunatamente per Tripp l’animale si è rivelato essere una rarissima poiana dalle spalle rosse (nome scientifico, Buteo Lineatus), uccello migratore e specie protetta. Subito è scattata l’accusa nei confronti del golfista 39enne, che ora corre il rischio di passare 14 mesi in carcere e di pagare 1500 dollari di multa.
Diversi testimoni hanno riferito, appunto, che Isenhower ha volontariamente bersagliato di colpi la poiana prima di colpirla e ucciderla.
“La prenderò”, avrebbe detto nel bel mezzo della mitragliata di palline. Una tesi che Tripp respinge: “Non farei mai una cosa così crudele. Volevo solo spaventarlo, quell’uccello. Io amo gli animali: anche la mia famiglia ha adottato di recente tre gatti”. Sarà; ma una reazione del genere, pur con tutte le attenuanti, pare proprio esagerata.
Leggo e pubblico (da Il Gionale di Chiara Levantesi).
La sfida dei Knights of Blind – i Cavalieri dei Non Vedenti, lanciata vent’anni fa dal Lions International, è stata raccolta da nove golf club lombardi che a partire da ieri, su input del Lions Distretto 108 Ib1, danno vita ad un circuito di altrettante gare di golf. «Ogni volta che effettuerai un colpo sarà come fare “hole in one” perché avrai ridato la possibilità di vedere ad un uomo», recita lo slogan del programma denominato «SightFirst», ovvero «la vista prima di tutto», nato per sconfiggere la cecità prevenibile. L’entusiasmo per i 179 milioni di dollari raccolti nella prima fase ha fatto nascere nel 2005 la «SightFirst2», per la quale è stato scelto come testimonial l’ex presidente degli Usa e premio Nobel Jimmy Carter che ha definito quella con il Lions «una delle partnership più gratificanti di tutta la sua vita». In assoluto, si può dire che la «SightFirst» è l’iniziativa più ambiziosa e di successo dei Lions. È grazie ad essa, infatti, che 4,6 milioni di persone hanno riacquistato la vista con operazioni alla cataratta e che 20 milioni di persone hanno evitato gravi diminuzioni della vista (la cecità prevenibile è stimata intorno all’80% dei casi). Si calcola che in media, ogni 6 dollari donati sono stati utilizzati per restituire la vista a una persona o a evitare che rimanesse affetta da cecità permanente. I fondi raccolti hanno permesso di migliorare servizi di cure oculistiche, formare personale altamente qualificato, costruire e ampliare ospedali e cliniche oftalmiche.
Ora la campagna del Lions, supportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, punta a sconfiggere la cecità infantile. L’obiettivo è la raccolta di almeno 150 milioni di dollari che saranno utili, tra le altre cose, alla costruzione di 30 centri specializzati in tutto il mondo. Come ha spiegato il Governatore Lanfranco Roviglio, «ogni singolo socio Lions può essere parte di questo grande ed ambizioso progetto cercando sponsor, giocando o semplicemente aiutando alla buona riuscita della realizzazione pratica del torneo». Non resta che lasciare spazio alla generosità. (www.csf2golftour2008.com )
Questo il calendario del CSF golf tour 2008 che ha debuttato ieri a Villa D’Este (Co) al Vitaresidence Golf Cup. Domenica 30 marzo: Club Milano – Henry Cotton’s Golf Cup; Domenica 6 aprile: Golf Club Le Robinie (Va) – Pikenz Golf Cup; Sabato 12 aprile: Golf Club Lecco – Arrogance Golf Cup; Domenica 27 aprile: Golf Brianza Country Club (Mi) – Penati Auto Alfa Romeo Golf Cup; Giovedì 1 maggio: La Pinetina Golf Club (Co) – Gian Marco Venturi Golf Cup; Sabato 17 maggio: Golf Club Valtellina (So).
Partecipate numerosi e diffondete a voce alta.
Un uomo di 52 anni di Robassomero (Torino) è morto mentre giocava a golf dopo essere stato travolto da un albero abbattuto da una forte raffica di vento. E’ successo al Royal Park, un campo nel parco della Mandria, alle porte di Torino, nel territorio del comune di Fiano. Secondo quanto si è appreso, il giocatore si trovava nei pressi della buca 9 quando la pianta gli è rovinata addosso.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli operatori del servizio di soccorso 118, che non hanno potuto salvarlo. La vittima si chiamava Franco Castagno. Al momento dell’incidente era in corso la gara di Pasquetta con la formula della louisiana con squadre di 4 giocatori. I primi rilevamenti lasciano pensare che l’albero non fosse stato piantato molto bene. Il vento, nella provincia di Torino, ha toccato i 69 km/h ma le altre piante del campo non hanno avuto inconvenienti analoghi. La’lbero è statao meso sotto sequestro.
Il Royal Park golf & country club (ex Roveri) conta 27 buche ed è uno degli impianti più prestigiosi in Italia. Il presidente del consiglio di amministrazione è Allegra Agnelli. Il percorso, inserito nel parco naturale della Mandria, nel 1997 è stato interessato da un’opera di ampliamento realizzata dall’architetto Michael Hurdzan, che aveva curato alcuni dei migliori campi da golf del Nord America.
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L’occhio funziona come una macchina fotografica che possiede lenti, diaframma e pellicola. La cornea ed il cristallino sono le lenti che formano l’obiettivo. Fra di esse si trova l’iride (diaframma) colorata a seconda degli individui in modo diverso. Al centro dell’iride si trova la pupilla, in grado di stringersi ed allargarsi a seconda dell’illuminazione ambientale. Grazie a cornea e cristallino (lenti), l’immagine va a fuoco in modo nitido sulla retina (pellicola): quest’ultima riveste internamente la parte posteriore dell’occhio, il quale è riempito da una sostanza gelatinosa chiamata “corpo vitreo“. La luce attraversa cornea, pupilla, cristallino e vitreo e va a colpire la retina, generando gli stimoli visivi. Gli stimoli visivi vengono trasformati in impulsi elettrici, e trasportati attraverso il nervo ottico sino al cervello, che li interpreta dando forma alle immagini.
Qualora siano presenti delle alterazioni che coinvolgano una di queste strutture, si avrà una imperfetta percezione delle immagini.
Nell’uomo l’occhio ha consistenza dura ed elastica; è tenuto in posto, oltre che dai muscoli, da fasce, nervi e vasi che in esso penetrano. Nella parte anteriore l’occhio presenta esternamente la cornea, che è trasparente, nel cui centro sono visibili l’iride, variamente colorata da individuo a individuo, e la pupilla, il foro attraverso cui vengono recepite le immagini e che si dilata o si restringe a seconda della minore o maggiore intensità degli stimoli luminosi. La parte posteriore è formata dalla sclera, di colore biancastro, da cui emerge il nervo ottico.
L’occhio è avvolto da tre tuniche che hanno strutture e funzioni assai diverse.
- La tunica più esterna, detta fibrosa, è costituita dalla sclerotica o sclera e dalla cornea, quella media è detta vascolare ed è fortemente pigmentata per impedire la riflessione e la rifrazione dei raggi luminosi. Quest’ultima è divisa in più porzioni, di cui una posteriore, sottilissima e aderente alla superficie della sclera, detta coroide, principalmente vascolare, una intermedia (corpo ciliare) e una anteriore, l’iride, con al centro la pupilla.
- La tunica più interna è di natura nervosa, aderente a quella media; può esser distinta in una porzione ottica (corrispondente alla coroide) e in una porzione cieca, formata da due parti, una ciliare, l’altra iridea.
- Il limite tra le due porzioni è segnato da una linea festonata, detta ora serrata. Questa terza tunica, nella sua porzione ottica, risulta costituita da due foglietti, uno esterno o strato pigmentato e uno interno, la retina, considerata un’espansione del nervo ottico, che, come una membrana, si applica sulla coroide, fino all’ora serrata. Il nucleo dell’occhio è formato da materiali liquidi e da organelli strutturali: procedendo dall’avanti all’indietro il bulbo oculare presenta le camere dell’occhio, il cristallino e il corpo vitreo. Le due camere consistono in uno spazio cavo contenente l’umor acqueo, liquido incolore e trasparente; tale spazio è distinto in camera anteriore, delimitata in avanti dalla faccia posteriore della cornea e indietro dalla faccia anteriore dell’iride e del cristallino, e nella più piccola camera posteriore (in comunicazione con la prima tramite la pupilla), confinante anteriormente con l’iride e posteriormente con il cristallino, il corpo vitreo e il corpo ciliare.
Il corpo vitreo consiste in una massa trasparente e gelatinosa che riempie lo spazio esistente tra la faccia posteriore della lente cristallina e la membrana interna del globo oculare; tale massa è detta umor vitreo, un liquido gelatinoso formato da sostanza amorfa, fibre e cellule, tenuta assieme dalla membrana ialoidea; il corpo vitreo è attraversato nel suo diametro antero-posteriore dal canale ialoideo che corre dalla papilla del nervo ottico all’incavatura (fossa ialoidea), la quale accoglie anteriormente la faccia posteriore del cristallino.
Tra gli annessi oculari di maggior importanza sono i muscoli dell’occhio, retti (mediale, laterale, superiore, inferiore) e obliqui (superiore e inferiore) che provvedono ai movimenti del bulbo oculare, i primi esercitando un’azione di ritrazione, i secondi invece di protrazione. L’irrorazione dell’occhio è garantita da rami dell’arteria oftalmica (arteria centrale della retina, arterie ciliari, ecc.), mentre il sangue refluo (tramite le vene ciliari, le vene vorticose e il seno venoso della sclera) si scarica nelle vene oftalmiche. L’innervazione del globo oculare è fornita dai nervi ciliari lunghi e brevi (provenienti dal ramo nasociliare dell’oftalmico e dal ganglio nervoso ciliare), che contengono fibre recettrici e fibre vegetative simpatiche. Dall’occhio si dipartono le fibre che costituiscono il nervo ottico.
L’occhio in tre parti.
Il principio alla base dell’ora legale ha origini antiche. I romani avevano l’abitudine di regolare gli orologi ad acqua secondo i periodi dell’anno. La prima codifica moderna del cambio di ora risale al 1905.
L’inglese William Wellett, accanito giocatore di golf, osservò che spostando avanti di un’ora l’orologio riusciva a giocare molto più a lungo.
Nel 1916 La camera dei comuni di Londra accolse il suo suggerimento e diede il via libera al “British Summer Time”. In Italia l’ora legale venne introdotta la prima volta nel 1916 fino al 1920. Abolita fino al 1940 e ripristinata ed abolita più volte sino al 1948. Dalla crisi energetica del 1966 ha avuto un’applicazione continua con molte varianti. Il sistema definitivo, ancora in uso, è entrato in vigore nel 1996 quando si stabilì di prolungarlo dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.
Ultimamente l’ora legale è contestata dagli scienziati. Il Prof. Matthew J. Kotchen (economia ambientale presso l’Università di Santa Barbara in California) dice: “In nessuna ricerca ho trovato risultati più chiari e meno ambigui. È un dato di fatto che con l’ora legale si accendono meno lampadine e si consuma meno energia, almeno nei mesi primaverili. Man mano che l’estate avanza però, i pomeriggi diventano più caldi; essendo anche più lunghi comportano un consumo superiore di energia per i condizionatori che decisamente maggiore di quella risparmiata con l’illuminazione. In contrasto il fisico Robert Douglas dice che in cambio di una spesa pro capite di un dollaro e 36 centesimi, ci sono più ore di luce e meno criminalità. Sicuro ci sono effetti sulla salute, come quando si cambia fuso, quali insonnia, irritabilità, ansia e sonnolenza (scompenso dei ritmi circadiani).
Purtroppo se si comincia a parlarne negli Stati Uniti prima o poi da noi verrà l’idea di abolire l’ora legale, anche se dopo anni rispetto a loro. Questo ci regalerà ancora qualche ora di luce e di golf pensando al signor William.





