Archiviato in: cartoon

Vorrei essere un cartoon.
E ridere quando gli altri ridono di me.
Vorrei essere un cartoon.
E ridere quando arriva la mia ora mentre gli altri piangono di me.
Quest’anno ho partecipato alla Giornata Mondiale della vista (http://www.iapb.it/). Il pomeriggio di martedì 27 ottobre ho destinato il mio studio a visite oculistiche gratuite. Avevo previsto 10 prenotazioni con il centralino di Roma. La sorpresa è stata che su 10 prestabilite hanno prenotato solo 8 visite e di queste 6 si sono presentati e due non hanno nemmeno disdetto.
In questo Paese dove non si fa altro che parlare di crisi e di difficoltà economiche la cosa mi meraviglia anche perchè due di queste visite venivano da Busto Arsizio (per la cronaca due giovani fidanzati che mi hanno affascinato per la gentilezza, la preparazione, la disponibilità) non avendo trovato nella zona nessun oculista che avesse aderito.
Non meravigliamoci dunque della bassa adesione degli oculisti perchè ancor più bassa è quella dei pazienti. Peccato.

Molte persone purtroppo, soprattutto con l’età, hanno grosse perdite di visione centrale (degenerazione maculare senile). La televisione appare con una macchia scura centrale e la lettura è sempre più difficile.
Sfogliando internet ho trovato questo apparecchietto che, sinceramente, non so se vendono anche in Italia. Mi pare interessante e maneggevole.
(http://www.hammacher.com/Product/76370?promo=Electronics-Gadgets&catid=103)
Ho scoperto per caso che il 2 e 3 ottobre si è svolta una manifestazione di golf ad occhi chiusi nel centro di Milano
(http://www.istciechimilano.it/it-IT/approfondimenti.html?idblock=1056).
“Nei giardini che nessuno sa” (di Renato Zero) una strofa dice: “Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi”
(http://www.zeromania.com/testi/figlidelsogno/neigiardinilive2004.htm).
A volte al buio si vede meglio.
Archiviato in: cataratta congenita
Ci sono in commercio numerosi programmi di ritocco fotografico e tutti contengono la possibilità di togliere l’effetto “occhi rossi” provocato dal riflesso dell’impatto luminoso sulla retina, che fisiologicamente è rossa.
Da questo mi è venuta una idea. Fate foto ai vostri bambini piccoli, anche neonati, se non presentano il riflesso rosso portateli dall’oculista. Potrebbero avere, nell’occhio che non evidenzia il rosso, una patologia.
Archiviato in: Olimpiadi 2016
Il golf manca dalle gare a cinque cerchi dal 1904, ora ci sarà. Lo ha deciso il Cio, Comitato olimpico internazionale, riunito a Copenahgen. Il Cio ha annunciato che le novita’ verranno introdotto ai Giochi del 2016 che si terranno a Rio de Janeiro. Il golf ha avuto 63 voti a favore, 27 contro e 2 astenuti. Il golf olimpico avra’ 60 giocatori (sia nel torneo maschile che in quello femminile) e 72 buche per gara.
Archiviato in: sanità
Partecipo alla giornata mondiale della vista organizzata da IAPD (http://www.iapb.it/).
Una partecipazione gratuita per la prevenzione oculistica.
Purtroppo non può migliorare la capacità visiva degli ipovedenti e non sostituisce il bastone o il cane guida, ma può semplificare la quotidianità.
Da qualche giorno in Piemonte, e tra poco in Lombardia, è attivo, in modo gratuito, Easy Walk (http://easywalk.ilvillage.it/it/index.jsp), un servizio di navigazione, localizzazione ed assistenza sviluppato da The Village ( http://www.ilvillage.it/cosa_offriamo_pro.php?idPro=41), specialista di software per la telefonia.
La tecnologia fa vedere meglio.

Non so se per voi sia lo stesso, ma spesso mi vengono in mente associazioni mentali fra lo sport e il gioco d’azzardo.
Pensate ad uno sport individuale come il golf: si é soli cercando di concentrarsi al massimo. Pensate alla situazione piú scomoda: quando cercate di concentrarvi e la concentrazione vi sfugge via. Quanti di voi avranno provato questo disagio. Senti che la concentrazione vi scivola via dalla mente, proprio nel momento in cui avete piú bisogno. E’ una sensazione simile a quando si sta pensando a qualcosa che sfugge via quasi involontariamente. Qui entra in gioco la paura. La consapevolezza che la concentrazione vi sta abbandonando e che la tensione o la paura di sbagliare sta prendendo il sopravvento e vi spinge verso due situazioni: la peggiore, cioé quella in cui effettivamente la paura di sbagliare vi induce in errore e a fare quello che non avreste dovuto fare (come nella condizione giá analizzata nel post precedente sulla massimizzazione del dialogo interno), e quella in cui il cervello tenta di analizzare tutte le alternative giungendo quasi in una situazione di stallo. Da qui ne potete uscire solo con due soluzioni.
Quella disastrosa, nel momento in cui la molteplicità delle variabili prende il sopravvento, gettandovi nel panico e facendovi gettare la spugna. In termini tennistici si direbbe che si é giá sotto la doccia e non si vede l’ora di finire e perdere la partita per porre fine all’agonia.
Quella vincente invece la si gioca tutta su un braccio di ferro fra i vostri nervi saldi, il caso e la voglia di vincere.
I nervi saldi fanno si che la vostra mente riesca a mettere ordine al caos e si riesca a focalizzare una strategia.
Il caso é la cunetta che puo’ correggere una traiettoria non troppo perfetta a vostro vantaggio.
La voglia di vincere é aggrapparsi al ferro quasi per infondere energia in esso.
Ora, come nel gioco, si puó essere sicuri delle vostre abilitá, delle vostre chance, delle carte che avete in mano, di aver contato le carte, di mantenere i nervi saldi… ma non si puó mai essere sicuri di vincere.
Come per il miglior tiro, il caso, il fato, il filo d’erba (dategli il nome che volete) o come nel gioco della roulette; all’ultimo istante la pallina puó prendersi gioco di voi e deviare quello che avete tanto pensato e voluto.
Puó mandare a monte una strategia perfetta. O puo’ correggere e mandare in buca un’esecuzione approssimativa.
Ma é quell’istante infinito che separa la gioia dalla disperazione che rende cosí interessante il gioco.
E l’eterna sfida fra voi e la pallina va avanti.















