Archiviato in: Salute, controlli sanità, controllo gestionale, controllo sanitario, sanità
Oggi ho avuto il piacere di pranzare con un Onorevole della Commissione parlamentare Affari Sociali.
Due ore fitte di colloquio sul mio progetto per una nuova via di controlli sanitari.
Ha promesso un interessamento ed una diffusione del mio libro a tutti i componenti della Commissione ed al Ministro della Salute.
Io comunque non mollo. Vi terrò informati.
Venerdi’ 3 luglio vado a trovare il mio caro amico Andrè ad Ascona.
Al mattino giocherò con lui come ai vecchi tempi………….http://www.golf.ascona.ch/.
La sera a sentire musica sul lago per il venticinquesimo del JazzAscona…………….http://www.jazzascona.ch/.
Già partecipare è un successo!
Purtroppo il tempo passa. Ho tante cose da fare. Mi sembra che mi manchi, il tempo.
Il tempo da dedicare ai miei pazienti, a mia figlia, a me ed alla mia vita che vola veloce.
Il tempo da dedicare a pensare al passato e, perchè no, al futuro. Il tempo per recuperare rapporti passati o per confermare quelli presenti nel futuro. Il tempo di un minuto, di un’ora, di un giorno. Il tempo di tanti giorni cancellati, non vissuti. Il tempo di un affetto, di un amore. Il tempo pensato di un pensiero mai vissuto. Il tempo di una lancetta che corre e non ti lascia più tempo.
Anche nel golf passa il tempo. Ma c’è un premio in più alla mia età. Il senior. Ed io ieri ho approfittato subito del mio tempo. Prima che passi.

Il 17 giugno 2009 mia figlia Arianna compie diciotto anni.
Per un padre è un misto di felicità, orgoglio, passione, amore, e molti altri aggettivi.
Se poi un padre non è presente per lavoro o perchè la vita a volte obbliga ad allontanarsi non vivendo più, purtroppo, la quotidianità, tutti gli aggettivi si ampliano di valenza in questo giorno speciale.
Una poesia che recitavi da piccola cominciava: “O papà mio caro…..”. Le mie parole invece saran poca cosa, ma ugualmente vengono dal cuore.
Con i tuoi 18 anni stai lì, dentro te l’allegria, la spensieratezza; nel tuo cuore l’amore e la dolcezza.
La vita cambia le persone ed i tempi; nessuno cambierà il mio amore ed il vuoto che riempi.
Tu sei la luce, il domani, la speranza; questo per me è già abbastanza.
Oggi non pensare; sii felice e cerca solo di amare.
Grazie di esserci, ma grazie anche perchè con te un pò dimentico di aver 3 volte 18 anni!
Auguri, mia principessa!
Archiviato in: Golf
Quest’anno è la seconda coppa che vinco in coppia!
Qualche mese fa con il figlio del mio amico Dario e, domenica scorsa, con la regina del mio circolo. La storia del Golf Club Bergamo. E’ stato un onore giocare ed arrivare secondi in seconda categoria con lei.
Grazie Maria Teresa.

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Parlano di me anche qui.
http://www.farmacinetica.org/index_file/stampa&web_file/090503giornale.pdf
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Parlavano di noi? No casualmente l’articolo iniziava con il nome del mio blog. Ora l’ho ritrovato e ve lo propongo.
http://www.18golf.it/index.php?option=com_content&task=view&id=123&Itemid=31
Archiviato in: Golf
I puristi del golf storceranno il naso. Ma che dire di una bella corsetta prima del colpo di partenza? Padraig Harrington, il golfista irlandese vincitore delle ultime due edizioni del prestigioso Open Championship, ha provato a sperimentare una tecnica che costringe chi esegue il colpo a fare una piccola corsa prima di toccare palla sul tee di partenza. Si chiama «Happy Gilmore», in onore del film del 1996 nella quale Adam Sandler interpreta un ragazzo che sogna di diventare un giocatore di hockey, ma grazie alla sua tecnica originale sfonda in quello del golf professionistico. E in effetti ha un po’ dell’hockey questo tiro che magari manca di precisione nel raggiungere la buca, ma certamente fa guadagnare parecchi metri al golfisti. Harrington, racconta il Sunday Times, lo ha provato per un programma del Fox Sports Network. Il suo colpo dal tee di partenza, che in genere copre una distanza di circa 270 metri, ne ha fatti ventisette in più. Un traguardo che comunque non lo ha stimolato a utilizzare la nuova tecnica all’Open d’Irlanda, proprio a causa dell’impossibilità di controllare bene la direzione della pallina. Un portavoce del Royal and Ancient Golf Club, l’organismo scozzese che detta le regole del golf, si è mostrato prudente: «Non è probabilmente una di quelle cose che incoraggeremo a fare nei nostri corsi di golf. Però non intendiamo nemmeno mettere il veto».
………e questo è il file in pdf………………….che potete trovare su www.ilGiornale.it in archivio alla pagina 13 dell’edizione del 03 maggio 2009.

Oggi compero come al solito il Giornale.
Gioco a golf. Torno a Milano tra i miei mille pensieri.Mi siedo sulla mia poltrona di casa. Sfoglio il Giornale ed a pagina 13 mi attira l’attenzione:
“Il caso: Sanità, quando nessuno controlla i controllori” di Tony Damascelli (http://www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5288).
Parlano di me, del mio libro. Della mia idea di controllo e di onestà.
Sono certo che mio padre sarebbe fiero.
Questo l’articolo su ilGiornale.it:
domenica 03 maggio 2009, 07:00
Sanità, quando nessuno controlla i controllori
De Felice ha messo assieme, in un centinaio scarso di pagine dettagliate, cinque anni di studi, di raccolte dati, di elaborazione sulla qualità della sanità, del sistema che la regola, in questo Paese che viaggia su tre velocità: quella dei docenti (i medici) quella dei discenti (i pazienti) e quella, infine, dello Stato. I casi recenti di cronaca hanno confermato che il mondo della sanità, pubblica e privata, è attraversato da potentati economici e, a volte, da un sistema che si basa sulla burocrazia, sulla routine amministrativa (per usare un’immagine morbida) e non sull’efficienza del servizio, con uno sbilancio tra numero di prestazioni ed esborsi della sanità pubblica, un’inefficienza che smantella qualunque criterio di budget ed esaspera invece gli sprechi. Spesso nei congressi medici si leggono relazioni, verificate a parole, su centinaia di casi clinici, cosa praticamente impossibile, secondo De Felice, che ha sperimentato personalmente un limite a questa ricerca statistica. In breve, il lavoro di De Felice è indirizzato a migliorare la programmazione e il carico dei costi dell’attività sanitaria e, insieme, la qualità delle prestazioni ma soprattutto a recuperare l’equilibrio economico contabile, la distribuzione delle risorse laddove, purtroppo, l’efficienza di un ospedale non è pareggiata dalla stessa efficienza del sistema sanitario nazionale. Il sistema delle «diagnosis related group», la categoria di pazienti ospedalieri accomunata da caratteristiche cliniche analoghe e che richiedono, dunque, un volume omogeneo di risorse ha portato a spese clamorose, inversamente proporzionale al benessere del paziente e della società. Il ruolo della Regione diventa in tal senso determinante, nel controllo. Nonostante il nostro Paese figuri, dopo la Francia, nell’eccellenza europea dell’assistenza medica, si può fare di più, molto di più. Un maggiore coinvolgimento dei medici nello «studio» dei propri pazienti, accentuando la percentuale dei controlli, una analisi continua del lavoro, utile per la ricerca e, innanzitutto, essenziale per evitare gli sprechi della sanità pubblica che si limita ad erogare, infine il tentativo di riportare il rapporto tra medico e paziente a quello che era, diretto, personale, immediato, trasformatosi invece in un contatto «schematico» «statistico», «anonimo». Togliendo, dunque, dal titolo del libro di De Felice il punto di domanda: ci sarà un futuro.





