Occhio al Golf!


Dedicato a mia madre.
Luglio 24, 2008, 5:47 pm
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Mia madre sta morendo.

E’ difficile alla mia età parlare della mamma, della vita e della morte. Non ho mai avuto un grande rapporto con mia madre. Ho sempre rspettato e voluto bene, ma il rapporto principe nella mia famiglia era con mio padre. Ho perso mio padre diversi anni fa, allora ero disorientato. Ho un bel ricordo di lui, mi ha dato molto, nello studio come nelle scelte di vita. Ovviamente esistevano scontri generazionali, caratteri molto diversi, difficoltà alla battuta. Ma lo ricordo come un uomo comunque presente. Con mia madre è sempre stato diverso. Mia madre è sempre stata solo per i figli, come solo le vere mamme sanno fare. Forse troppo. Da bambino ricordo solo la protezione per la salute: mai a scuola con un raffreddore; “copriti che prendi freddo”. Da quando sono ragazzo ho la scoliosi e sempre ho dato colpa a mia madre che, per non farmi ammalare, non mi mandava in palestra, in piscina. Forse se avessi fatto qualcosa in più, o meglio se fossi stato obbligato a fare qualcosa in più, la mia vita di relazione sarebbe stata migliore di quella che ho avuto. Ricordo invece che mio padre mi faceva fare la sera degli esercizi specifici. Forse aveva capito il mio disagio. Ora, “da grande”, non do più colpe perchè la colpa è solo mia che avrei dovuto fare di più. Non preoccuparti mamma, ora ho capito. Negli anni a seguire ho conosciuto un’altra mamma speciale: la madre di mia figlia Arianna. Non so se tutte le mamme sono così. A volte essendo figli non ci si accorge. Solo quando si sta perdendo una persona speciale si aprono gli occhi.

Questa mattina sono stato due ore vicino a mia madre, lei immobile io immobile ad accarezzarla. Forse avrei voluto che morisse in quel momento, ma non sono io a decidere, quasi ad accompagnarla all’uscita come lei ha accompagnato me ad entrare in questa vita. Poi in auto ho sentito di Luna (la bimba francese picchiata dal padre), che stava tornando alla vita e fuori pericolo. Ecco ho capito che lei prendeva il posto di mia madre su questa terra. Sono certo che mia madre, in quanto tale, non poteva sperare in un cambio migliore ed uscira’ di scena in silenzio, entrando per sempre nel mio cuore.

Ciao mamma.

“La morte rappresenta soltanto un cambiamento dell’involucro corporeo. Morire non significa cessare di esistere” (Dalai Lama)



Ci sarà un futuro?
Luglio 22, 2008, 9:47 pm
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Vorrei tanto che il rapporto medico-paziente migliorasse ed è per questo che non mollo.

Tramite Tiberio Fusco, paroliere di Piero Chiambretti, miei carissimi amici, riesco ad avere un contatto con una inviata di Libero per esporre il mio progetto di controllo e gestione sanitaria. E’ ormai qualche giorno che ho incontrato tale giornalista che a Tiberio ha detto “ritengo l’articolo interessante. Lo scriverò, salvo urgenze, la settimana prossima”. Decido il 10/07/2008 di inviare questo sms alla giornalista: “Sul Giornale di oggi il nuovo Presidente della Santa Rita di Milano, Luigi Colombo, dice: “individuare una società di consulenza per attvare i controlli”. Ma basterebbe ricontrollare i pazienti e non le carte! Confido in Lei”.

Nel frattempo dalla Redazione di Viscochirurgia mi avvisano che verrà pubblicato il mio secondo articolo che potete leggere fra le pagina (PCO e YAG capsulotomia: follow-up a sei anni di 3070 casi).

Aspetto più che mai determinato. Vi terrò informati.



La bellezza del golf.
Luglio 22, 2008, 3:13 pm
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Sono state scelte tra tutte le professioniste diversificando nazione, età, stile e storia sportiva: c’è Lori Atsedes (Winter Park, Fla.) la veterana, Dana Bates (Thousand Palms, Calif.) che vuole dimostrare di essere competitiva anche a 40 anni, Susan Choi (Natick, Mass.) una amateur, Courtney Erdman (Altadena, Calif.) che vuole giocare sul LPGA Tour ma, come molte, ha problemi di sponsor, Samantha Head (Orlando, Fla.) che vorrebbe raggiungere la sorella gemella sul circuito maggiore, Adrienne Gautreaux (Mabank, Texas) la rossa, Christina LeCuyer (Conway, Ark.) che ha iniziato tardi ma vuole recuperare, Tina Miller (Miami, Fla.) che vuole ritrovare il suo golf, Cirbie Sheppard (Auburn, Calif.) di grande carattere, Elizabeth Stuart (West Palm Beach, Fla.) una giovane promessa e Kim Welch (Sacramento, Calif.) che farà parlare i bastoni per lei. Ovviamente a completare il quadro la nostra Sophie (www.sophiesandolo.it) che vuole dimostrare di essere pronta a un più vasto palcoscenico che potrà ammirarne le qualità in tutti i sensi.
Ecco un video di presentazione

big break video



Le golfiste più belle: un piacere per la vista.
Luglio 22, 2008, 3:00 pm
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Anna Rawson è nata il 5 Agosto 1981, ad Adelaide, nel Sud dell’Australia, quindi ha 26 anni. La sua infanzia è stata molto difficile, perchè a soli 5 anni è rimasta orfana di madre. E’ cresciuta con il papà Jim e il fratello Willy. A 13 anni inizia a giocare a Golf, ma nel frattempo affianca studi e golf a una cariera da modella che la vede a 16 anni vincitrice del concorso Australian “Dolly” Magazine cover contest. Carriera proseguita con pubblicità su carta e video e sfilate. Ma il golf non passa in secondo piano, tutt’altro infatti nel 1999, Anna ottiene importanti riconoscimenti all’Australian Amateur e al South Australian e Victorian Junior championships (vinti entrambi). A Luglio vince anche il Jack Newton International Junior Classic ed è selezionata nel team South Australian Senior State. Anna è anche un’ottima studentessa e termina l’High School con 94.05 su 99.95. All’University of Southern California viene ingaggiata nel team di Golf e grazie a lei l’università vince per la prima volta il torneo universitario nazionale. Laureata in Arte e Comunicazione, di dedica di più al golf e finisce nella top ten al primo torneo professionistico! Quinta all’Orient Masters in Cina, qualificandosi per il Futures Tour. Nel Novembre 2005, Anna termina terza al Ladies European Tour School e così si garantsce la tour card per il 2006.
Termina l’anno da debuttante, 74esima nel New Star Money List con €24,981.76. Migliori piazzamenti:
Decima al Deutsche Bank Ladies Swiss Open.
15esima Open de Espana Femenino, con un giro da 67
16esima al Catalonia Ladies Masters



Tiger Woods miliardario nel 2011.
Luglio 22, 2008, 2:27 pm
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Tiger Woods

Tiger Woods diventerà nel giro di tre anni il primo sportivo a entrare nell’elite dei miliardari (in dollari) al mondo. Questo traspare dai dati Forbes resi noti recentemente. Ormai da anni il numero uno al mondo è lo sportivo che guadagna più di tutti.
Basti pensare che nel 2007 ha portato a casa dalla bella moglie svedese qualcosa come 115 milioni di dollari doppiando il secondo in classifica ossia il calciatore David Beckham che ora gioca ai Los Angeles Galaxy dopo aver giocato nel Manchester United e Real Madrid con un guadagno annuo di circa 50 milioni.
Tiger Woods è professionista da quando aveva 20 anni, nel 1996 e a oggi ha guadagnato 750 milioni di dollari, una cifra pazzesca se si pensa che è stata ricavata da premi e sponsor e non da investimenti in borsa-azioni. Nel 2011 entrerà nell’elite dei miliardari con magnati di multinazionali e ereditieri.



Più vedi la buca grande, meglio giochi.
Luglio 22, 2008, 2:18 pm
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Tiger Woods Occhi

Molto probabilmente Tiger Woods vede buche grandi come voragini e lo stesso potrebbe accadere a Kenny Perry visto che è il più vincente di quest’estate. Di cosa stiamo parlando? Dell’ultimo studio sul golf che ha testimoniato quanto sia importante la percezione della buca per la buona riuscita della performance.

Sembra infatti che i migliori giocatori abbiano una percezione molto maggiore della dimensione delle buche rispetto a chi gioca male oppure non eccelle. E’ quanto emerge dallo studio effettuato dalla Purdue University di West Lafayette e dalla psicologa Jessica Witt. Si è preso un campione di golfisti dopo un giro sul campo e gli si è mostrato una serie di dischi neri dai 9 ai 13 centimetri di diametro. Alla domanda “Indica qual è il disco corrispondente alla reale dimensione della buca”, i giocatori che avevano messo a segno i migliori punteggi indicavano i dischi più grossi, viceversa quelli che avevano giocato male quelli più piccoli. La realtà era nel mezzo, infatti la buca misura 10.8 centimetri.
Insomma riassumendo: quanto più grandi appaiono le buche tanto migliore sarà il risultato.
Ma la domanda seguente è: è la performance a influenzare la dimensione percepita o il contrario? Per conoscere la risposta si sono presi gli stessi golfisti e poi li si è portati in un campo pratica dove dovevano mirare a un green-bersaglio. Nella prima parte dovevano dire quanto fosse grando il bersaglio basandosi sui ricordi, nel secondo lo potevano affermare mentre giocavano. Anche così il risultato non cambia: chi gioca meglio vede più grande.



I sette migliori film di golf.
Luglio 6, 2008, 5:52 pm
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Migliori film di golf

Di recente ho trovato una classifica americana dei sette migliori film di golf finora prodotti, quelli che un vero golfista non può non aver visto insomma. Non sono molto d’accordo con le posizioni della classifica americana che in ogni caso vi riporto sotto.

1° Tin Cup - Nel cast Kevin Costner, Don Johnson e Rene Russo. Un’ex talentuoso del golf ormai dedito solamente all’insegnamento sfida per amore un noto professionista, perde e decide di rifarsi partecipando a niente di meno che l’ U.S. Open. Ovviamente Kevin Costner è l’ex talentuoso con il brutto carattere, Rene Russo la bella contesa e Don Johnson il pro da battere. Un film del 1996 facilmente reperibile nelle videoteche.

2° Dead Solid Perfect - Parla della vita di un professionista sul Tour, il protagonista è Randy Quaid e il film pare sia un vero must per i golfisti americani . Peccato che non l’abbia ancora visto circolare in Italia, non penso sia mai stato tradotto forse perchè si tratta di una produzione dedicata alla tv via cavo, in ogni caso si trova il dvd in inglese su Amazon.

3° Happy Gilmore - In italiano il titolo è tradotto in “Un tipo imprevedibile“. Nel cast Adam Sadler, Christopher Mcdonald, Julie Bowen e Dennis Dugan. Il protagonista (Sadler) vorrebbe diventare un campione di hockey ma dopo essere stato rifiutato dalla squadra della scuola scopre di avere uno spiccato talento per tutt’altro sport… il golf. Un film del 1996 davvero esilarante che ha avuto un grande successo soprattutto perchè può piacere anche a chi di golf non capisce nulla.

4° Follow The Sun - La storia del grande Ben Hogan, una delle leggende del golf. Un film in bianco e nero del 1951 interpretato da Glenn Ford (Ben Hogan) e Anne Baxter che non ho mai visto tradotto in italiano. Un film di culto per gli americani che quindi varrebbe forse la pena di tentare di guardare in lingua originale.

5° Caddyshack - Il titolo in italiano è “Scuola di golf“. Un film del 1980 diretto da Harold Ramis che narra delle vicende di Danny, un semplice caddy alle prese con i soci snob di un esclusivo circolo di golf. Demenziale ma divertente (può piacere sicuramente anche ai non golfisti) nel cast Michael O’Keefe, Rodney Dangerfield, Bill Murray e Chevy Chase.

6° The Legend of Bagger Vance - In italiano “La leggenda di Bagger Vance“. Il film diretto da Robert Redford che per quanto mi riguarda avrei messo al primo posto. Will Smith, il saggio caddy, Matt Damon, il talentuoso giocatore di golf, Charlize Theron, la bella da conquistare sono i protagonisti di questa pellicola che piacerà moltissimo soprattutto ai golfisti. Il riscatto di un ex promessa del golf che dopo aver preso parte alla guerra ha perso ogni motivazione (oltre allo swing) ma che grazie ai preziosi consigli del fedele caddy Bagger Vance tornerà di nuovo a vincere. Il film è del 2000 e si trova facilmente in videoteca.

7° Bobby Jones Stroke of Genius - “Bobby Jones. Genio del golf” tradotto in italiano. La storia di un’altro grande campione del golf, Bobby Jones, interpretato da Jim Caviezel. La pellicola è del 2004 è uno dei film di golf più recenti arrivati sul mercato italiano, sicuramente da vedere anche se alcuni tratti sono un pò lenti. Lo si trova facilmente a noleggio.



Sindrome da esfoliazione.
Luglio 6, 2008, 12:25 pm
Archiviato in: Occhio, cataratta, glaucoma

Descritta per la prima volta da Lindberg nel 1917, la sindrome da esfoliazione è una patologia legata all’età, caratterizzata dalla produzione e dall’accumulo progressivo di materiale fibrillare extracellulare in molti tessuti oculari. Sebbene un tempo fosse ritenuta una patologia scandinava, oggi interessa diversi paesi quali la Norvegia, l’Irlanda, la Grecia, l’Arabia Saudita, l’Etiopia e in Nepal (60-70 milioni di persone in tutto ilmondo). Depositi di materiale bianco sulla superficie anteriore del cristallino sono le caratteristiche diagnostiche più importanti e costanti. La sindrome da esfoliazione è un disturbo sistemico. La microscopia elettronica ha rilevato presenza di aggregati di materiale di esfoliazione nel cuore, dei polmoni, nel fegato, dei reni, nella cistifellea nelle meningi cerebrali. È stato riportato un numero crescente di associazioni con disturbi sistemici specifici, inclusi attacchi ischemici transitori, ipertensione, angina, infarto, ictus, perdita uditiva ed Alzheimer. A livello oculare l’iride graffia il materiale di esfoliazione dalla superficie del cristallino, il materiale di esfoliazione depositato sul cristallino causa la rottura delle cellule epiteliali pigmentate dell’iride, con dispersione in camera anteriore. Per questo il rischio di sviluppo di glaucoma ad angolo aperto e la chiusura d’angolo è 5-10 volte più frequente. Questa sindrome si manifesta raramente prima dei cinquant’anni. I pazienti affetti sono molto più suscettibili di complicanze al momento dell’estrazione di cataratta: decentramento postoratorio di lenti intraoculari e di sacchi capsulari per fragilità della zonula, opacizzazione della capsula posteriore, ecc. Il glaucoma associato alla sindrome da esfoliazione risponde con più difficoltà alla terapia medica, necessita di intervento chirurgico più frequentemente e ha una prognosi più infausta. Probabilmente una conoscenza maggiore della biologia cellulare e della genetica di base coinvolte nell’eziologia della sindrome da esfoliazione, che attualmente riteniamo essere un disturbo di conformazione della fibrillina, ci consentirà di impedire la formazione del materiale di esfoliazione o di depolimerizzarlo una volta formato.



Ci sarà un futuro?
Giugno 24, 2008, 5:51 pm
Archiviato in: Salute, controllo gestionale, sanità

Ieri, io ero già in sala operatoria, una cara persona giornalista, con cui faccio colazione da anni al Biffi di Milano, mi invia l’sms che riporto: “Congratulazioni. La sua lettera è pubblicata sul Giornale di oggi. Speriamo sia preliminare al successo che il suo impegno merita. Con simpatia pgc”.

Quasi non credevo. Dopo cinque anni che faccio di tutto per fami ascoltare, finalmente qualcuno si degna di dedicarmi un piccolo spazio. Forse il futuro è già oggi. Spero e lotto. Leggete e seguitemi. Vi terrò informati.



Ci sarà un futuro?
Giugno 15, 2008, 2:41 pm
Archiviato in: Salute, gestione, sanità

Faccio il medico dal 1981. Quando leggo sui giornali della malasanità mi vergogno. Il caso di quella Casa di Cura milanese mi ha profondamente colpito. Sono convinto che la Magistratura in medicina non dovrebbe intervenire, nel senso che nessuno dovrebbe effettuare diagnosi o interventi solo per lucro personale, ma semplicemente per il bene del paziente. Dico che mai nessuno deve approfittarsene di essere stato autorizzato “a guarire”. Con ciò nessuno è perfetto, può capitare di effettuare errori, ma nessun camice bianco deve sbagliare sapendo di sbagliare.

Il controllo del lavoro sanitario è molto difficile.

Sono cinque anni che studio, e facccio di tutto per cercare di far applicare, un nuovo metodo di gestione sanitaria in cui il paziente ritorni al centro del discorso. Oggi i controlli si effettuano sul cartaceo (cartella clinica) mentre, a mio avviso, bisognerebbe richiamare a visita, con un campione significativo, i pazienti trattati (chirurgicamente o no). Questo è l’unico modo per recuperare il rapporto medico paziente, ormai profondamente deteriorato come tutti i rapporti interpersonali, a  cominciare da quelli familiari.

Io non mollo e farò di tutto per cercare di quadrare il cerchio come fece Leonardo da Vinci.

L’uomo Vitruviano (1490) Accademia di Venezia